venerdì 17 gennaio 2020

Recensione "Luna nera - Le città perdute" di Tiziana Triana - Sonzogno



TITOLO: Luna nera – Le città perdute
AUTORE: Tiziana Triana
CASA EDITRICE: Sonzogno
PREZZO: 19€
PAGINE: 527
VALUTAZIONE: ★★/5


TRAMA

Italia, campagna laziale, Diciassettesimo secolo. La giovane Adelaide (Ade), sedici anni, corre e tiene per mano suo fratello Valente, che è ancora un bambino. Deve fuggire da Torre Rossa e dalla casa in cui è cresciuta, perché l'accusa che le pende sulla testa porta dritta al rogo: stregoneria. Nel folto del bosco si nasconde un gruppo di donne che si sussurra pratichino la magia nera. Nessuno sa chi siano né da dove vengano; reclutano e proteggono ragazze come Ade, che la comunità ha messo al bando. E qui - in un mondo di sole donne, ciascuna delle quali ha una misteriosa avventura alle spalle e porta il nome di un'antica città scomparsa - che Ade e il suo fratellino trovano rifugio: saranno iniziati alle arti del gruppo e ai loro segreti rituali, nell'attesa, trepida e inquieta, che si compia la grande Profezia. A questa comunità femminile in odore di stregoneria danno una caccia spietata i Benandanti, una congrega di uomini forti con un solo nemico, le streghe, e un potente sostenitore, la Chiesa cattolica; credono che quelle donne nei boschi siano una terribile minaccia, e sono decisi a sterminarle. Tutti, meno uno: Pietro, il figlio del capo dei Benandanti, che non crede alle superstizioni e, soprattutto, si è innamorato di Ade dal primo momento in cui l'ha vista. Quando scoppierà la battaglia finale tra questi nemici giurati, si scoprirà quanto labile sia il confine tra realtà e magia, tra falsità e conoscenza, e perfino tra maschile e femminile. E quanto, nella vita, l'incantesimo più difficile di tutti resti ancora quello di crescere.



RECENSIONE

"Non ci sarà più cibo qui per te, né lavoro, né parole. Non ci saranno più messe cantate, feste in piazza e nemmeno giochi per tuo fratello. Non ci sarà latte appena munto né campi da coltivare. Non ci sarà la voce di un amico o una parola di conforto. Non ci sarà vita per te. Perchè da oggi tu sei morta."

Il libro è ambientato nel 1600 in Italia, un periodo proficuo in termini di scoperte e studi per quanto riguarda la scienza, la letteratura e l'arte, ma anche caratterizzato da un clima di terrore, paura, pregiudizi e superstizioni. In questo secolo infatti si diffonde il fenomeno della caccia alle streghe per appianare il malcontento generale e attribuire la colpa di povertà e carestie a questa figura, rappresentata per lo più da donne che ingiustamente accusate finivano per essere bruciate sul rogo.

"Ade strinse i pugni e ricacciò ancora una volta indietro le lacrime, non c'era più tempo per i rimpianti. Quella casa non era il suo nido e quella porta non poteva più difenderla."

Ade è la nostra protagonista e vive a Torre Rossa, un paesino a pochi km da Roma assieme al fratellino Valente e ad Antalia, la nonna che li ha cresciuti. Ade ha imparato tutto dalla nonna, anche a leggere, grazie al suo libro di ricette, mentre Valente ama disegnare con il carboncino ma stranamente disegna sempre una luna nera con i raggi che però non è mai uguale.  Alla morte di Antalia, Ade per sopravvivere, prende il suo posto come levatrice mettendo in pratica tutto ciò che le è stato insegnato. Purtroppo però, in seguito ad un parto difficile, la prima figlia femmina del capo villaggio muore e la colpa ricade proprio su Ade che l'ha fatta nascere, accusata di essere portatrice del maligno, viene etichettata come strega e come tale deve essere giustiziata.
Si ritrova così a dover abbandonare la propria casa e fuggire nel bosco assieme a Valente ma proprio la sera della fuga, due donne si presentano alla sua porta, invitandola ad andare con loro, assicurandole protezione. Viene così condotta nel profondo del bosco in una dimora abitata da donne e ragazze che come lei sono state perseguitate ed incolpate di stregoneria e che adesso si fanno chiamare Le Città perdute. Ognuna di loro infatti è stata ribattezzata proprio con il nome di una città perduta: Tebe, Aquileia, Atlantide, Persepolis, Leptis, Segesta, Petra e Itaca. L'unica eccezione è Janara, la più anziana del gruppo, la quale prende il nome dalle Janare, streghe originarie di Benevento.

Una volta scoperta la sua fuga da Torre Rossa, gli abitanti, non soddisfatti, si rivolgono a Sante Montesi, un uomo che si considera messaggero di Dio e che è a capo dei Benandanti, uomini predestinati sostenuti dalla Chiesa Cattolica nella caccia alle streghe, incaricati di catturare e sterminare queste donne, ritenute una minaccia per la città. Non tutti però sostengono la causa, Pietro infatti, il figlio di Sante, non crede affatto nella stregoneria, sa che la causa dei raccolti scarsi e della povertà non sono delle maledizioni e dei malefici ma bensì il clima, le stagioni e le guerre. Oltre a questo si è innamorato di Ade, durante le sue passeggiate nel bosco e tenterà di proteggerla in tutti i modi. In tutto questo però è presente una profezia che le Citta perdute hanno intenzione di realizzare perchè potrebbe donare loro un futuro e libertà e proprio Ade sembra esserne la chiave!

"Se l'ostacolo ti sembra troppo grande, dividilo in ostacoli più piccoli: una volta che li avrai superati tutti, nulla ti sembrerà più insormontabile."

Ho letto questo libro incuriosita dalla trama e dal tema trattato, ovvero quello della stregoneria e sinceramente dopo aver letto diverse recensioni positive le mie aspettative erano molto alte ma ahimè sono state ampiamente deluse.
Nel complesso il libro è scorrevole grazie alla scrittura semplice dell'autrice ma completamente privo di sostanza. Per gran parte infatti la storia risulta piatta e noiosa, vi assicuro che per più di 400 pagine non accade assolutamente nulla di nulla. Sembra quasi un'infinita introduzione alla storia vera e propria che si palesa solo negli ultimi due capitoli, i migliori in assoluto di tutto il libro. Per il resto è un vero e proprio minestrone di informazioni troppo generalizzate che non permettono al lettore di immaginare e comprendere adeguatamente ciò che l'autrice descrive. Il contesto storico viene semplicemente citato all'inizio, ma senza alcun approfondimento e anche le ambientazioni vengono descritte a grandi linee. Per i personaggi vale lo stesso discorso, non sono caratterizzati bene e di conseguenza non riesci ad apprezzarli e ad empatizzare con loro. Delle Città perdute solo quattro riusciamo a conoscerle un po' meglio grazie a dei capitoli a loro dedicati mentre le altre vengono solo citate qua e la ogni tanto. La protagonista inoltre non mi è piaciuta per nulla forse anche per la mancanza di introspezione, troppo ingenua ed impulsiva, compie una serie di scelte senza senso che te la fanno odiare inevitabilmente. Sostanzialmente una storia con del potenziale che però è stata sviluppata nel modo sbagliato. L'autrice ha messo troppa carne al fuoco con la conseguenza che poi non è più riuscita a gestire il tutto. Man mano che si va avanti con la storia infatti invece di ricevere risposte e spiegazioni, saltano fuori altri punti interrogativi. Mi dispiace ma non è un libro che mi sento di consigliarvi, o almeno non del tutto perchè le note positive sono davvero poche e se dovessi decidere di continuare questa serie sarà solo grazie agli ultimi 2 capitoli!

1 commento:

  1. Purtroppo la tua non è la mia prima recensione negativa a proposito di questo libro che leggo! :(
    A questo punto, credo che mi limiterò a provare il primo episodio della serie tv: meglio non sprecare soldi inutilmente, anche se il tema della stregoneria ha sempre affascinato molto anche me! ;D

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